Riflessioni metodologiche e casi pratici dagli enti locali
Il 12 febbraio 2026, presso la Sala Grasso di Palazzo Caracciolo ad Avellino, si è svolto un seminario rivolto agli enti locali dedicato a un tema centrale per l’evoluzione della pubblica amministrazione:
gli strumenti di pianificazione e programmazione integrata, dal Documento Unico di Programmazione (DUP) al Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), alla luce delle nuove Linee Guida e dei Manuali operativi introdotti dal D.M. 30 ottobre 2025.
L’incontro ha coinvolto amministratori, segretari comunali, dirigenti e funzionari, chiamati oggi più che mai a confrontarsi con un cambio di paradigma nel modo di pianificare, organizzare e rendicontare l’azione pubblica.
Il PIAO: una bussola per la programmazione degli enti locali
Il PIAO si conferma come lo strumento cardine della programmazione amministrativa: non un semplice adempimento formale, ma una vera e propria bussola strategica capace di orientare le scelte degli enti locali nel medio-lungo periodo.
L’obiettivo del seminario è stato quello di fornire strumenti concreti per costruire, monitorare e aggiornare il PIAO, mettendo al centro il concetto di Valore Pubblico: i risultati effettivi delle politiche pubbliche e il loro impatto sulle comunità di riferimento.
Normativa e riforma: verso una PA più integrata e consapevole
La riflessione si è sviluppata a partire dalle più recenti disposizioni normative, in particolare:
- la direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione (novembre 2023);
- il Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2025, che definisce criteri e modalità operative per l’elaborazione del PIAO.
Queste norme si inseriscono in un percorso più ampio di riforma della pubblica amministrazione, orientato a maggiore trasparenza, responsabilità e capacità di rendicontazione, superando una visione frammentata della programmazione.
Integrare per creare valore pubblico
Nell’ambito della giornata formativa è stata proposta da Angelo Savazzi una lettura sistemica del PIAO, soffermandosi sugli aspetti normativi, metodologici e operativi.
Il punto centrale della sua riflessione è stato il valore dell’integrazione:
i molteplici filoni della programmazione pubblica – spesso nati in modo autonomo – trovano nel PIAO un unico quadro di riferimento.
Come ha sottolineato Savazzi, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione non si limita a “mettere insieme” documenti diversi, ma li ricompone attorno a un filo conduttore comune, rappresentato dagli obiettivi di valore pubblico: risultati misurabili, con una prospettiva pluriennale, perseguiti attraverso azioni gestionali annuali coerenti.
Oltre la burocrazia: il PIAO come strumento strategico
Un altro aspetto centrale emerso riguarda la funzione concreta del PIAO.
Non si tratta di un esercizio burocratico, ma di uno strumento che incide su scelte strategiche fondamentali: dalla pianificazione dei fabbisogni di personale alle politiche di prevenzione della corruzione, fino alla misurazione della performance organizzativa.
La vera sfida è rendere il PIAO uno strumento vivo, capace di collegare strategia, gestione e risultati, evitando che resti confinato a un adempimento formale.
Linee guida e continuità istituzionale
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Matteo Sperandeo, Segretario Generale della Provincia di Avellino, che ha moderato i lavori e richiamato l’importanza delle nuove Linee Guida emanate dal Ministro per la Pubblica Amministrazione nell’ottobre 2025.
Queste indicazioni consentono agli enti locali di rafforzare il collegamento tra strumenti di programmazione strategica e operativa, in particolare tra DUP e PIAO, garantendo continuità, coerenza e aggiornamento rispetto alle sfide attuali.
Trasparenza, rendicontazione e ruolo dei cittadini
Un tema trasversale a tutto il seminario è stato quello della rendicontazione verso l’esterno.
I documenti di programmazione non hanno valore solo all’interno dell’amministrazione, ma diventano strumenti essenziali di dialogo con i cittadini.
Rendere comprensibili le scelte strategiche, mostrare i risultati raggiunti e consentire una valutazione dell’efficacia dell’azione amministrativa significa rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.
Il PIAO come leva di partecipazione
In un contesto in cui la distanza tra cittadini e pubblica amministrazione rischia di aumentare, il PIAO può rappresentare una leva importante per recuperare trasparenza, partecipazione e responsabilità pubblica.
La sfida futura per la PA non è solo decidere e agire, ma spiegare, rendere conto e coinvolgere, affinché il valore pubblico prodotto sia riconoscibile e condiviso.

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